Gli articoli di Edoardo – Less is more

Cari amici ed amiche del blog,

per chi lavora sui mercati la scorsa settimana è stata piuttosto particolare. I rumors sulle previsioni (ovviamente cannate in pieno) sulle elezioni presidenziali USA hanno determinato un comportamento piuttosto diverso degli strumenti che seguo più spesso.

Per questo motivo avevo iniziato la settimana con l’idea di non operare per la maggior parte del tempo, bensì se e solo se si fossero presentate delle circostanze idonee al mio piano di trading, sia in fatto di volatilità (aumentata a dismisura nei giorni prima e dopo le elezioni) che in fatto di “leggibilità” di dinamiche di mercato.

Personalmente questo approccio sono riuscito a svilupparlo appieno solo con il tempo. Agli inizi pretendevo infatti di poter operare sempre e comunque. Giorni di festività, orari di calma piatta e momenti di particolare “fermento” nel panorama macroeconomico. Ricordo ancora il giorno in cui la Banca Nazionale Svizzera sganciò la PEG sulla coppia EURCHF a 1,20 che non esitò a scivolare di oltre 2000 pips più in basso in pochi secondi, molti traders, anche nella trading room di Londra persero più del loro deposito a causa della folle leva con cui erano posizionati e degli stop impossibili da eseguire per mancata controparte. Per mia fortuna in quel periodo avevo abbandonato queste abitudini già da tempo ed EURCHF era persino sparito dalla mia watchlist.

Abbiamo detto più volte che fare trading è esattamente come gestire un’impresa, pensiamo ad esempio ad un negozio. Puoi avere il modello di business più avanzato e profittevole ma probabilmente si rivelerà inefficace se l’ambiente di collocamento per motivi fisiologici o contingenti non è in grado di assorbire tale modello. Anzi, pure controproducente dato che nel frattempo avrai i costi vivi da sostenere.

Si potrebbe tuttavia pensare “ma se io ho una strategia di trading profittevole più operazioni faccio più guadagno”. Come ragionamento potrebbe anche starci, ma il punto è che per far si che tale strategia abbia un vero vantaggio statistico andrebbe applicata in meno circostanze possibili, ovvero soltanto quelle situazioni “da manuale” in cui  abbiamo più probabilità possibili di mandare la nostra operazione in profitto. Una perfetta applicazione insomma del detto anglofono Less is more.

Chi ha frequentato il Master in Dinamica dei Market Movers con Vittorio Sprappi sa bene che ci sono delle finestre di profittabilità sul mercato, ovvero delle situazioni MOLTO precise in cui è possibile fare profitti mantenendo un rischio molto ridotto rispetto al potenziale gain, e un grande aiuto viene dal capitolo dedicato alle Fasi di mercato e come individuarle.

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Quella che vedi nel grafico è una di queste finestre. Abbiamo un fantastico Last Hunt su grafico a tre minuti che si colloca alla fine di un’evidente manovra ribassista di caccia agli stop multipla, la cosa veramente bella di questa operazione è che sullo stesso timeframe era ben individuabile la fase di mercato in cui ci trovavamo, questa considerazione era di grande conforto nell’utilizzo della tecnica in questione.

Il Segreto dei Market Movers è il segreto di come incrementare togliendo.

Buona giornata

Edoardo

2 thoughts on “Gli articoli di Edoardo – Less is more

  1. Ciao Edoardo

    Questo di cui parli nell’articolo, è un tema del quale non bisogna mai stancarsi di parlare, perchè ritengo stia alla base di questo mestiere.
    Conoscere le tecniche è sicuramente una cosa importantissima, ma ancor di più lo è il saper riconoscere i momenti migliori per utilizzarle.
    Mi capita sovente di vedere configurarsi dei pattern molto profittevoli, magari pure nella forma migliore in cui possono presentarsi…ma so che non tutti sono da considerare. All’inizio, entravo su tutti, senza distinzione alcuna, perchè dovevo sfruttare ad ogni costo ogni occasione che il mercato mi presentava…poi, col tempo e la pratica, ho capito che la medesima situazione in contesti diversi, può dare risultati anche molto diversi tra loro..e da qui ho imparato (leggasi sto imparando :-)) a selezionare le occasioni migliori.
    Come sappiamo, nel trading vi sono una componente puramente tecnica e una psicologica…solo chi riesce a combinarle assieme nel modo corretto avrà successo in questo lavoro…anche se ciò comporta tempo, studio, perseveranza e applicazione.

    Buona serata, alla prossima

  2. Ciao Stefano e bentrovato! Indubbiamente questo tema mi è molto caro dato che sotto varie sfumature ci son tornato su diverse volte ma mi è caro proprio perchè lo reputo alla base del processo di filtro delle operazioni. E poi anche da un punto di vista “spirituale” essere in grado di scartare trades o situazioni mediocri implica una mentalità più centrata sull’abbondanza di occasioni di profitto future, che poi puntualmente arrivano.
    Grazie per il tuo commento e buon weekend.
    Edoardo

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