Confessioni di un ipocondriaco guarito

Era l’ormai lontana primavera del 2009. Erano due mesi che stavo studiando l’esame di storia contemporanea. Ero prontissimo, era il mio esame. Tre giorni prima dell’appello mi venne la febbre altissima. Mi ricordo come se fosse oggi che mi giravo e rigiravo nel letto sudato. Nel delirio della febbre a ridosso dei 40, vedevo in camera mia i carro armati russi nelle parate dell’Unione Sovietica, venivo a patti con Hitler e col diavolo.

Arriva la mattina dell’esame. La mia febbre era ancora abbastanza alta, intorno ai 38,5. Non potevo saltare, qualcosa dentro di me mi diceva che dovevo andare. Ho preso tachipirina e sciarpa e sono uscito con la sfacciataggine dell’incosciente. Dopo un’attesa di quasi tre ore venni interrogato da una delle assistenti del professore.

Presi 27. Considerando la situazione, un signor voto. Feci verbalizzare, e nel giro di mezz’ora ero di nuovo a casa sotto le coperte.

SR

E’ tutta una questione di approccio mentale. Quella mattina sarei stato più che giustificato a non andare all’esame, eppure qualcosa dentro di me mi diceva che dovevo andare. Magari un altro, in una situazione più leggera della mia, avrebbe trovato comunque mille scuse per sfuggire dalla situazione di scomodità.

Ti ho raccontato questo breve aneddoto non per dimostrarti che sono un uomo d’acciaio, ma perché mentre ti sto scrivendo ho la febbre. Per fortuna non devo dare nessun esame. Al momento ho quasi 38. Ad avere la temperatura alta ci sono abituato da quando ero bambino.

Sono nato col raffreddore. Mia nonna paterna me lo attaccò a poche ore di vita. Fino ai vent’anni mi veniva il raffreddore ogni mese. Oggi, per fortuna, si vede che ho fatto gli anticorpi e mi viene più di rado. Non mi butto giù facilmente per motivi di salute, anche se in passato sono stato un ipocondriaco da competizione. Ma non per le malattie comuni, ovviamente, ma per quelle mortali.

Forze e debolezze. Ognuno ha le sue. E ciascuno deve combatterle a modo suo. Io andai all’esame con la febbre, ma ero ipocondriaco. Ero costantemente convinto di avere qualche più o meno rara malattia incurabile. Non ci si può nascondere dietro a un velo. Le paure, le fobie e le proprie debolezze bisogna conoscerle e affrontarle.

Se non conosci su cosa puntare, se non sai alla perfezione quelli che sono i tuoi punti di forza, sarà molto difficile intraprendere il mestiere del trader. Io conosco abbastanza bene le leve da utilizzare in me stesso per ottenere ottimi risultati. D’altra parte, riesco anche a stare lontano da tutto ciò che mi fa stare male, che mi frena, che mi impedisce di spiccare il volo.

L’operazione che vedi sopra è un semplice e meraviglioso Secondo Ritracciamento sul Dax di giovedì scorso 11 febbraio 2016. Come vedi ho gestito in maniera dinamica, uscendo alla rottura del massimo di una candela ribassista. Ognuno ha i propri occhi e le proprie uniche emozioni. In queste situazioni la mia intuizione mi dice di prendermi tutto quello che c’è. Se sei alle prime armi lavora in tendenza. Se il mercato va giù, tu vai giù con lui. Se il mercato va su, mettiti a ruota al rialzo.

Non fare la testa calda. Lo so che ti piace prendere il mercato controtrend. E questo perché i masochisti nel mondo sono la maggior parte delle persone. Figuriamoci tra i trader.

Ora mi faccio un tè e mi rilasso un po’. Fuori piove e la giornata è pigra e freddolosa. Ho sudato tanto stanotte, ma ora mi sento meglio. Di fronte a me la mia Bologna e le mie due torri che mi fanno compagnia. Un altro giorno di libertà finanziaria sta per iniziare.

Buona giornata

Sprappi

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